UN BREVE EXCURSUS SULL’EVOLUZIONE DELLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO IN TEMA DI ERGASTOLO

Strasburgo, 2 gennaio 2018 – La Corte europea dei diritti dell’uomo (“C.E.D.U.”) in tema di ergastolo ha sviluppato una giurisprudenza volta a verificare se tale tipo di pena possa essere compatibile o meno con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Tra i casi che saranno qui di seguito citati ve ne sono due che riguardano l’Italia. Il primo è il caso Garagin c. Italia, riguardante l’ergastolo “ordinario”, mentre il secondo, in attesa di essere deciso è il caso Viola c. Italia che riguarda l’ergastolo “ostativo” previsto dall’articolo 4bis della legge n. 354 del 1975.

Le pronunce della C.E.D.U. in tema di ergastolo, richiamate cronologicamente e distinte per esito, sono le seguenti:

Le pronunce di non violazione

Léger c. Francia, ricorso n. 19324/02

  • Decisione del 21 settembre 2004: Articolo 3: condannato detenuto da quarant’anni: ricevibile; Articolo 5 § 1 a): dopo la condanna; condannato detenuto da quartant’anni divenuta “liberabile” dopo venticinque anni: ricevibile.
  • Sentenza di Grande Camera del 30 marzo 2009: Articolo 37 § 1: richiesta di proseguimento della procedura presentata da una persona senza titolarità (non erede e senza un interesse legittimo) – radiazione dal ruolo.

Kafkaris c. Cipro, ricorso n. 21906/04

  • Decisione dell’11 aprile 2006: Articolo 3: il ricorrente è stato lasciato nell’incertezza riguardo alla durata reale della pena dell’ergastolo: ricevibile; articolo 5 § 1: mantenimento in detenzione oltre il termine: ricevibile; articolo 7: ambiguità riguardo alla durata ufficiale della pena dell’ergastolo: ricevibile.
  • Sentenza di Grande Camera del 12 febbraio 2008: Articolo 3: trattamento inumano e degradante, pena dell’ergastolo priva di ogni prospettiva di liberazione in caso di buona condotta a seguito di modifica legislativa: non violazione; articolo 7: nullum crimen sine lege, disposizioni legislative in contrasto tra loro e riguardanti la pena dell’ergastolo e il diritto di beneficiare di una remissione della pena: violazione; Cambiamento della legislazione riguardante la remissione della pena per buona condotta per un detenuto condannato all’ergastolo che fu informato dall’autorità giudiziaria competente che la sua era la pena dell’ergastolo: non violazione.

Garagin c. Italia, ricorso n. 33290/07

  • Decisione del 29 aprile 2008: Articolo 3: trattamento inumano e degradante, pena dell’ergastolo “ordinario”, possibilità per il detenuto di beneficiare della liberazione: ricorso irricevibile.

Streicher c. Germania, ricorso n. 40384/04

  • Decisione del 10 febbraio 2009: Articoli 3, 5 e 7: il ricorrente, condannato alla pena dell’ergastolo, non è privato della speranza di rimessione in libertà in quanto il diritto interno prevede la liberazione condizionale: ricorso irricevibile.

Meixner c. Germania, ricorso n. 26958/07

  • Decisione del 26 novembre 2009: Articolo 3: ricorrente condannato alla pena dell’ergastolo a cui è stata rigettata la richiesta di liberazione condizionale; dato che il diritto nazionale tedesco prevede la possibilità di riesaminare la pena al fine di commutarla o di permettere l’accesso alla liberazione condizionale è conforme all’articolo 3: ricorso irricevibile.

Lynch e Whelan c. Irlanda, ricorsi n. 70495/10 74565/10

  • Decisione dell’8 luglio 2014: Articolo 5 § 1: Article 5-1: Arresto o detenzione regolare, mantenimento in detenzione senza controllo in caso di una condanna all’ergastolo “interamente punitiva”: irricevibile.

Bodein c. Francia, ricorso n. 40014/10

  • Sentenza del 13 novembre 2014: Articolo 3: pena inumana e degradante, pena dell’ergastolo con la possibilità di riesame dopo trent’anni di detenzione: non violazione.

Hutchinson c. Regno Unito, ricorso n. 57592/08

  • Sentenza del 3 febbraio 2015: Articolo 3: pena degradante e inumana, mantenimento in detenzione in caso di ergastolo effettivo dopo il chiarimento riguardo al potere del Ministero di ordinare la remissione in libertà: non violazione
  • Sentenza di Grande Camera del 17 gennaio 2017: Articolo 3: pena degradante e inumana, mantenimento in detenzione in caso di ergastolo effettivo dopo il chiarimento riguardo al potere del Ministero di ordinare la remissione in libertà: non violazione.

Le pronunce di violazione

Precedenti al caso “Vinter”

Brogan e altri c. Regno Unito, ricorsi n. 11209/84; 11234/84; 11266/84; 11386/85

Megyeri c. Germania, ricorso n. 13770/88

  • Sentenza del 12 maggio 1992: Articolo 5 § 4: la persona non imputabile detenuta in un istituto psichiatrico per aver commesso atti costituenti reati, deve essere assistita da un avvocato nei procedimenti riguardanti la misura limitativa della sua libertà: violazione.

Stanev c. Bulgaria, ricorso n. 36760/06

  • Decisione del 29 giugno 2010: ricorso ricevibile.
  • Sentenza di Grande Camera del 17 gennaio 2012: Articolo 6 § 1 (procedura civile): accesso a un tribunale, mancanza, per una persona parzialmente incapace, di accesso diretto al Giudice competente per richiedere l’accertamento della sua capacità: violazione; Articolo 3: trattamento degradante, condizioni di vita all’interno dell’istituto psichiatrico: violazione; Articolo 5 § 1: privazione della libertà, vie legali, regolarità di un internamento in un istituto psichiatrico: violazione; Articolo 5 § 4: assenza di un ricorso per contestare la legittimità dell’internamento in un istituto psichiatrico: violazione; Articolo 13: assenza di un ricorso per ottenere il ristoro per le cattive condizioni di vita all’interno dell’istituto psichiatrico: violazione.

Il caso “Vinter”

Vinter e altri c. Regno Unito, ricorsi n. 66069/09, 130/10 e 3896/10

  • Sentenza del 17 gennaio 2012: Articolo 3: pena degradante e inumana, la pena dell’ergastolo con possibilità di liberazione unicamente in caso di malattia in fase terminale o di grave incapacità: non violazione.
  • Sentenza di Grande Camera del 9 luglio 2013: Articolo 3: pena degradante e inumana, la pena dell’ergastolo con possibilità di liberazione unicamente in caso di malattia in fase terminale o di grave incapacità: violazione (versione italiana).

Successive al caso “Vinter”

Öcalan c. Turchia (n. 2), ricorsi n. 24069/03, 197/04, 6201/06 e 10464/07

  • Sentenza del 18 marzo 2014: Articolo 3: condizioni di detenzione fino al 17 novembre 2009: violazione; Articolo 3: condizioni di detenzione successive al 17 novembre 2009: non violazione; Articolo 3: condanna all’ergastolo senza possibilità di liberazione condizionale: violazione; Articolo 8: non violazione; Articolo 7: non violazione.

László Magyar c. Ungheria, ricorso n. 73593/10

  • Sentenza del 20 maggio 2014: Articolo 3: pena inumana e degradante: la pena dell’ergastolo irriducibile de jure e de facto nonostante la possibilità di grazia presidenziale: violazione.

Harakchiev e Tolumov c. Bulgaria, ricorsi n. 15018/11 e 61199/12

  • Sentenza dell’8 luglio 2014: Articolo 3: Pena inumana e degradante, il regime dell’ergastolo che non offre sufficienti possibilità di reinserimento al fine di ottenere una riduzione della pena: violazione.

Trabelsi c. Belgio, ricorso n. 140/10

  • Sentenza del 4 settembre 2014: Articolo 3: estradizione verso uno Stato non contraente della Convenzione (Stati Uniti d’America), dove il ricorrente corre il rischio di essere sottoposto alla pena dell’ergastolo senza possibilità di liberazione condizionale: violazione; Articolo 34: ostacolare l’esercizio del diritto di ricorso, trasferimento di una persona negli U.S.A. con il rischio reale di incorrere nella pena dell’ergastolo senza possibilità di liberazione condizionale e non rispetto della misura provvisoria ordinata dalla C.E.D.U.: violazione.

Kaytan c. Turchia, ricorso n. 27422/05

Murray c. Paesi Bassi, ricorso n. 10511/10

  • Sentenza del 10 dicembre 2013: Articolo 3: trattamento inumano e degradante, rifiuto di accordare la liberazione condizionale a un detenuto con problemi mentali condannato alla pena dell’ergastolo e che ha scontato trent’anni di reclusione: non violazione
  • Sentenza di Grande Camera del 26 aprile 2016: Articolo 3: pena inumana e degradante, irriducibilità de facto della pena dell’ergastolo inflitta ad una persona malata mentale: violazione.

T.P. e A.T. c. Ungheria, ricorsi n. 37871/14 73986/14

  • Sentenza del 4 ottobre 2016: Articolo 3: pena inumana e degradante: la pena dell’ergastolo riesaminata automaticamente dopo quarant’anni di detenzione: violazione.

Matiošaitis e altri c. Lituania, ricorsi n. 22662/13, 51059/13, 58823/13, 59692/13, 59700/13, 60115/13, 69425/13 e 72824/13

  • Sentenza del 23 maggio 2017: Articolo 3: Pena inumana e degradante, le pene all’ergastolo che non offrono alcuna prospettiva di liberazione: violazione.

 Casi attualmente pendenti

Ali Tekin e Necip Baysal c. Turchia, ricorsi n. 40192/10 8051/12

  • Comunicazioni del 20 luglio 2015: i ricorrenti si lamentano della loro condanna alla pena dell’ergastolo senza possibilità di liberazione condizionale, di essere sottoposti ad un regime penitenziario speciale e di non disporre di una via di ricorso effettiva. La C.E.D.U. ha comunicato i ricorsi sotto il profilo degli articoli 3 e 13.

Viola c. Italia, ricorso n. 77633/16

  • Comunicazione del 30 maggio 2017: ergastolo “ostativo” ai sensi dell’articolo 4bis della legge n. 354 del 1975; La C.E.D.U. ha comunicato il ricorso stoto il profilo degli articoli 3 e 8.
Annunci

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: