Per il Commissario per i diritti umani dieci anni di “guerra mondiale al terrorismo” hanno indebolito i diritti umani – anche in Europa

Strasburgo, 1° setttembre 2011 – Il 10º anniversario dei vili ed esecrabili attentati dell’11 settembre rappresenta un’occasione di riflettere su tali eventi e sulle loro conseguenze. Questi atti terroristici costituiscono un crimine contro l’umanità, la cui gravità non deve essere dimenticata, ha dichiarato il Commissario per i diritti umani, Thomas Hammarberg, nel suo ultimo “Human Rights Comment”, pubblicato in data odierna. La ricorrenza dell’anniversario porta altresì a chiedersi se le risposte dei governi agli attentati siano state adeguate ed efficaci.

Gli Stati Uniti hanno creato una vasta coalizione al fine di punire con rapidità e in modo appropriato i responsabili ed evitare che simili atrocità potessero ripetersi in futuro. Vi era la necessità di riunirsi attorno ad un obiettivo comune.
Quanto alle drammatiche conseguenze dell’11 settembre, non è la volontà di reagire che è in questione, bensì la scelta erronea dei metodi. Con l’obiettivo di reprimere i reati attribuiti ai terroristi, la guerra mondiale al terrore, condotta dagli Stati Uniti, ha dato luogo a innumerevoli altri reati, molti dei quali occultati deliberatamente e con cura. Tali azioni esigono un‘autocritica, anche in Europa.

Per approfondire l’argomento si veda il dossier “Terrorismo” del Consiglio d’Europa

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