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Posts contrassegnato dai tag ‘art. 6 § 1’

Strasburgo 14 ottobre 2009 – Con sentenza del 17 settembre 2009, la CEDU, in Grande Camera, ha deciso nel caso ENEA c. Italia (ricorso n. 74912/01). La CEDU ha accertato la non violazione dell’art. 3 (divieto di trattamenti inumani e degradanti), la violazione dell’art. 6 § 1, (diritto ad un equo processo), per quanto riguarda [...]

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Strasburgo, 14 luglio 2009 – Il 9 e il 23 giugno 2009, la CEDU ha deciso in sei casi di eccessiva durata di procedure fallimentari, accertando la violazione da parte dell’Italia del’articolo  6 § 1, ma anche degli articoli 8 e 13 della Convenzione. I casi esaminati sono stati SCANNELLA e altri c. Italia, (n. [...]

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Strasburgo, 14 luglio 2009 – Con decisione del 2 giugno 2009, la CEDU ha deciso nel caso DADDI c. Italia (ricorso n. 15476/09), respingendo le richieste dalla ricorrente.
A mio parere questo caso è interessante perché la CEDU affronta la questione dell’obbligatorietà della presentazione dell’istanza di prelievo nelle procedure promosse davanti all’autorità giudiziaria amministrativa, ai fini dell’accertamento [...]

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Strasburgo, 7 giugno 2009 – Nel mese di maggio la CEDU ha emesso nei confronti dell’Italia 8 pronunce, una decisione e sette sentenze.
Nel caso Sellem c. Italia (ricorso n. 12584/08) con sentenza del 5 maggio 2009, la CEDU ha accertato la violazione dell’art. 3 in caso di espulsione verso la Tunisia.
Nel caso Labbruzzo c. Italia [...]

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Strasburgo, 31 marzo 2009 – Con la sentenza di oggi la CEDU ha deciso  nel caso SIMALDONE c. Italia (n° 22644/03), dove il ricorrente si lamenta, oltre che dell’esiguità della somma percepita a livello nazionale per l’eccessiva durata del procedimento interno, anche dell’eccessiva durata della procedura « Pinto ».
La CEDU, ripercorrendo i principi elaborati dalla sua giurisprudenza [...]

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Strasburgo, 24 marzo 2009 – Oggi la CEDU ha deciso in otto casi contro l’Italia, accogliendo le richieste dei ricorrenti, tutti cittadini tunisini colpiti da decreto di espulsione. La CEDU ha accertato che se i ricorrenti venissero rinviati in Tunisia, ci sarebbe il rischio concreto che gli stessi possano essere sottoposti a tortura, in violazione [...]

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